Fotografia

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Transcend, schede e lettore CFexpress Type B

Da Transcend, azienda specializzata nella produzione di memorie digitali e prodotti multimediali, arrivano la scheda  CFexpress 820 Type B e il lettore di schede dello stesso formato, siglato B RDE2

Studiate per le crescenti esigenze – in termini di capacità e velocità di trasferimento – dei nuovi sistemi di ripresa foto e video, quindi per fotografi e videomaker esigenti, arrivano sul mercato due prodotti firmati Transcend.

Parliamo innanzitutto della scheda di memoria CFexpress 820 Type B, caratterizzata dall’interfaccia NVMe PCIe Gen 3×2 integrata, che offre velocità di lettura/scrittura rispettivamente fino a 1.700 MB/s e 1.300 MB/s. La scheda è disponibile con capacità di memoria di 256 e  512GB, valori sufficienti per memorizzare video in 4K e una quantità enorme di foto RAW.

C’è da aggiungere che queste schede di memoria sono state testate anche in condizioni di temperatura estrema, da -10°C a 70°C, e dunque sono caratterizzate dalla massima affidabilità anche nelle condizioni critiche di ripresa.

Trascend RDE2

E veniamo al lettore di schede RDE2, evidentemente progettato per le schede CFexpress. Grazie all’interfaccia USB 3.2 Gen 2×2, questo player offre un trasferimento dati di 20 Gbps, valore che facilita il trasferimento dei file da un dispositivo all’altro. Transcend fornisce a corredo del lettore sia cavi USB Type-A che Type-C, per connettere il lettore ad ogni tipo di dispositivo.

Dal punto di vista costruttivo, l’RDE2 si caratterizza per il contenitore in alluminio, resistente all’acqua e ai graffi; il rivestimento esterno è protetto da una cover in silicone che è resistente alle alte temperature. L’unità – che si presenta in color grigio titanio – è compatta (75.9 mm x 53.5 mm x 14.7 mm) e leggera (appena 82 g), a vantaggio della massima trasportabilità.

Per concludere, da segnalare che le schede CFexpress 820 Type B sono protette da una garanzia limitata di cinque anni, mentre il lettore di schede RDE2 ha una garanzia limitata di due anni.

https://www.transcend-info.com/

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I protagonisti della fotografia contemporanea raccontano Roma

“Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la Collezione Roma” è il titolo della mostra in 130 immagini ospitata al Mattatoio dal 23 febbraio al 16 maggio

“Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la Collezione Roma”: è questo il titolo della mostra, curata da Francesco Zizola e promossa da Roma Culture, ospitata dal 23 febbraio al 16 maggio presso il padiglione 9A del Mattatoio di Roma.
Un evento che raccoglie le immagini di grandi protagonisti della fotografia contemporanea che raccontano la Capitale attraverso il loro sguardo: in tutto circa 130 immagini, opera di Nadav Kander, Martin Kollar, Alex Majoli, Sarah Moon (presente anche con un video) e Tommaso Protti.
Diverso per ciascuno, ovviamente, in base alla propria sensibilità artistica, l’approccio al tema: se gli scatti di Majoli rinnovano il linguaggio di documentazione del reale, quelli di Sarah Moon invece guardano al ruolo della memoria e del ricordo nel suo rapporto con la materia che la città di Roma offre. Nadav Kander esplora invece con i suoi scatti il volto della Roma antica e secolare, mentre Tommaso Protti analizza il presente duro e ruvido delle periferie.
Un discorso a parte per il lavoro di Kollar, che ha scelto di lavorare sull’antica collocazione di Roma al centro del mondo, camminando per 42 giorni da Bratislava alla Città eterna su quelle strade che un tempo erano le arterie principali dell’Impero romano.

culture.roma.it

Immagine sotto al titolo
Autore: Nadav Kander
Progetto: Enduring Generations
Titolo immagine: Enduring Generations VII, (498 BC – 07 December 2019), Forum Romanum, Rome.

L’immagine rappresenta uno scorcio del Foro Romano. Kander con il suo lavoro ha voluto focalizzarsi sul tema del passaggio del tempo e dell’eredità della Roma storica come organismo vivente attraverso i secoli.

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Sony Alpha 1, nuovi dettagli sulla ‘numero 1’

A distanza ravvicinata dalla presentazione ufficiale, torniamo sulla Sony Alpha 1, ‘One’, la numero 1, con qualche dettaglio in più e alcune considerazioni generali

Se gli appassionati e soprattutto i professionisti che frequentano sito e social di Tutto Digitale rappresentano qualcosa, la nuova mirrorless Sony Alpha 1 è certamente ‘la’ fotocamera del momento, anzi lo strumento di ripresa a tutto campo del momento: lo segnalano il numero di accessi e le richieste di ulteriori informazioni che ci sono arrivate quasi senza sosta.

Perché tanto interesse intorno ad una macchina che, a prima vista, non sembra poi così diversa dalle altre mirrorless Alpha? Perché, se è vero che look ed impostazione generale rimandano immediatamente alla attuale produzione Sony, è altrettanto vero che all’interno della nuova camera ci sono tante novità inedite e perfezionamenti da giustificare quel numero uno, nel senso ‘sono la numero 1’.

Come abbiamo scritto nella precedente notizia sulla macchina, la nuova Sony Alpha 1 costituisce una sintesi tra le punte di diamante delle linee di prodotto più avanzate dell’azienda giapponese, ovvero le A7R, A9 ed A7S III, tanto simili fuori, tanto diverse dentro. Detto così, il tutto non sembra una grande novità: qualsiasi modello di nuova generazione di ogni costruttore beneficia delle esperienze dei modelli precedenti, e quelli di vertice inglobano ‘il massimo’ della varie produzioni.  Stavolta però davvero sembra – il dubbio  è d’obbligo, in attesa di una verifica sul campo, anche se Sony non ha l’abitudine di promettere e non mantenere – che non solo tutto il prodotto sia orientato alle massime prestazioni, non solo per la fotografia, ma anche per le riprese video. Evidentemente l’azienda giapponese ritiene le immagini fisse e quelle in movimento un tutt’uno: non a caso in una delle slide iniziali della presentazione, Sony ha parlato del futuro dell‘imaging professionale, non della sola fotografia.

Per presentare in dettaglio ogni funzione prevista, e come questa si sia spesso trasformata in un record di prestazioni oppure di comodità, ci vorrebbe probabilmente un libro; davvero, anche le funzioni secondarie sono state ottimizzate quasi con cura maniacale per offrire un reale passo in avanti, piccolo o grande. Del resto, giova ricordarlo, la Alpha 1 avrà un prezzo ‘confortevole’, per così dire, o meglio davvero impegnativo, ovvero circa 6500 sterline, cioè, 7300 euro. Se non è un record per una fotocamera con sensore Full Frame 24 x 35 mm (non medio formato), poco ci manca.

Sony Alpha 1

Iniziamo con il dire che naturalmente la macchina è molto curata sul fronte della costruzione, a vantaggio dell’affidabilità. Lo châssis è in magnesio, ed in generale è stato aumentato il livello di protezione contro polvere ed umidità. Grande lavoro è stato effettuato sull‘inedito shutter meccanico, con le tendine in fibra di carbonio. È stato realizzato per ridurre al minimo le vibrazioni, ed al contempo coniugare massime prestazioni ad una grande affidabilità. Per iniziare, viene chiuso e protetto quando la camera è spenta per evitare l’intrusione di polvere e corpi estranei durante le fasi di cambio obiettivo; la durata supera i 500.000 scatti. L’otturatore è poi stato ottimizzato anche per l’uso con il flash: la sincronizzazione avviene infatti fino a 1/400s, un valore record.

A9 prima e A9 II poi sono state fotocamere rivoluzionarie, perché hanno sdoganato l’uso dell’otturatore elettronico in qualsiasi contesto. La grande velocità di read out del sensore permette a queste macchine di ottenere risultati molto simili a quelli tipici di un modello con global shutter, con deformazioni limitatissime anche con soggetti o camera che si muovono a grande velocità. Secondo Sony, l’A1 riesce a migliorare ancora, con una velocità maggiorata del 150%.

La casa giapponese sostiene che un professionista deve poter effettuare foto e video anche in condizioni ambientali ostili e contare su prestazioni costanti per un periodo di tempo adeguato. Questo spiega, ad esempio, la ragione della presenza entrobordo di un elemento per la dissipazione del calore dalla forma caratteristica (∑, Sigma), inserito nella struttura dell’unità di stabilizzazione, che garantisce una capacità di dissipazione termica 5 volte superiore rispetto a quella della A7R IV; ciò si traduce in almeno 30 minuti di registrazione continua in 8K o in 4K a 60 fps.

A proposito di dotazione, di nuovo, di inedito, non c’è solo il citato shutter. Per riferirsi solo agli elementi principali, da ricordare almeno il sensore, il processore e il mirino elettronico, oltre a un nuovo algoritmo software.

Il sensore è un Full Frame Exmor RS retroilluminato e ‘stacked,’ con memoria integrata e dotato di un nuovo metodo di conversione A/D. Offre 50,1 MP, ed è capace di scattare raffiche fotografiche a 30 fps continui ‘blackout free’ con AF/AE tracking; il buffer offre una profondità di circa 165 JPEG e 155 RAW compressi).

Restiamo sul sensore. Grazie alla funzione Pixel Shift Multi Shooting, sfruttando lo stabilizzatore IBIS, vengono effettuati 16 scatti in rapida sequenza; grazie alla suite software per Windows e MacOS, tali scatti sono interpolati per ottenere un’unica immagine da 199 MP (17,280 x 11,520 pixel) con informazioni RGB complete per ogni pixel; in questa modalità è possibile usare un valore di ben 1/200 per il flash sync.

Il processore è uno degli elementi principali che permette alla A1 di ottenere queste prestazioni record. Si tratta di un Bionz XR di nuova generazione, secondo Sony ben 8 volte più veloce rispetto al Bionz X, caratterizzato da un minimo tempo di latenza e soprattutto ‘fine tuned for new 50,1 MP image sensor’. Curiosamente, nella pagina Sony ufficiale  dell’azienda giapponese sono rappresentati due esemplari vicini, cosa che ha lasciato credere a qualcuno che la dotazione fosse doppia.

Altra novità importante è l’electronic viewfinder Quad-XGA, che rappresenta un’evoluzione del mirino, già da record, montato sulla A7S III; la nuova unità offre la stessa risoluzione da 9,44 milioni di punti, ma vede aumentare la velocità di refresh addirittura a 240 fps live view; da segnalare un’infinità di opzioni di visione, a vantaggio della versatilità d’uso in questa modalità.

Novità, per i file fotografici RAW, oltre a alle versioni ‘compresso’ e ‘non compresso’, è disponibile ora il nuovo Losseless Compressed RAW, cioè un RAW compresso ma senza perdita di qualità, che permette di ridurre considerevolmente il ‘peso’ del file, all’incirca fra il 50 e l’80%.

Già che siamo in tema di formati, da segnalare anche i JPEG light e la presenza del formato HEIF (High Efficiency Image File) nato per soppiantare i suddetti JPEG. L’HEIF offre una compressione notevole con una qualità decisamente superiore, grazie anche al supporto della codifica a 10 bit, che permette di ottenere 1,07 miliardi di sfumature di colore anziché i classici 16,7 milioni.

Dai formati alla memorizzazione il passo è breve, e vale la pena di spendere qualche parola sul sistema di memorizzazione, avanzatissimo. Come sulla A7S III e la FX6, di cui troverete il test sul prossimo numero di Tutto Digitale (142), ci sono due slot in grado di ospitare le schede di memoria SDXC/SDHC (sia UHS-I che UHS-II) ed anche le nuove e velocissime CFexpress Type A. Novità assoluta legata ai due slot, un sofisticato sistema di media management, che offre le solite funzioni (registrazione simultanea su entrambi gli slot, per il back up automatico e registrazione relay nella quale la memorizzazione di immagini fisse e in movimento passano automaticamente al secondo slot quando la scheda del primo è completa) oltre a diverse altre, a iniziare dalla possibilità di registrare foto e video separatamente sugli slot scelti.

L’autofocus meriterebbe molti approfondimenti. Per il momento ci accontentiamo di segnalare che si tratta di un upgrade dell’AF Real Time di Sony in uso sulle A7 S III, A9 II e A7R IV. L’intelligenza artificiale riconosce persone (video e foto) e animali (foto), ma ora offre una nuova logica di riconoscimento specifica per gli uccelli (Bird mode, sempre foto). I punti AF disponibili sono 759/425 (phase detection/contrasto) con copertura del 92%. Grazie al Bionz XR, l’AF mostra anche altri miglioramenti, come il funzionamento in condizioni di luce molto più scarse (-4 EV invece di -3 delle A9/A9 II) e il valore di chiusura diaframma minimo di apertura per il funzionamento della (F22 anziché F16 in AF-C con phase detection e scatto continuo).

Capitolo sensibilità: questa va da 100 a 32.000 ISO, espandibile da 50 a 102.400 ISO, con 15 stop dichiarati di gamma dinamica. Non si prevedono dunque problemi particolari con scarsa illuminazione, ma quando è necessario utilizzare tempi più lunghi, viene in soccorso lo stabilizzatore IBIS migliorato, che offre ora 5,5 stop di guadagno.

In quanto alla sezione audio, ritroviamo le caratteristiche avanzatissime di A7R IV e A7S III, con la possibilità di registrare fino a 4 canali audio separati, grazie alla Multi Interface (MI) shoe, la slitta flash, dotata di digital audio interface. In poche parole la slitta è dotata di contatti elettrici che permettono di interagire, per comunicazione e alimentazione, con sistemi microfonici avanzati. Tra questi ci sono il super microfono shotgun ECM-B1M (dotato di 8 capsule), l’adattatore XLR-K3M o i ricevitori dei kit radio Sony (lavalier e gelato).

Sony Alpha 1

Resta da dire qualcosa, anzi molto, su quello che distingue questa macchina da tutte le fotocamere di simile impostazione, ovvero la potenza della sezione cine/video. Per sintetizzare la situazione, bastano alcuni dati: 8K a 30p HDR, 4K fino a 120p. La capacità di calcolo del Bionz XR permette di sfruttare tutti i pixel del sensore senza sprecare alcuna informazione. Non c’è il pixel binning e si parte infatti da una risoluzione di 8,6K (circa 42 MP, 8.640 x 4.860 pixel) che viene interpolata per rientrare nello standard 8K UHD da 33,2 MP e 7.680 x 4.320 pixel, fornendo un prezioso sovracampionamento. I frame rate supportati sono 30/25/24p ed il codec è il Sony XAVC HS, basato sull’MPEG-H HEVC/H265 con codifica 4:2:0 a 10 bit.

Grazie alla risoluzione di partenza molto elevata, In 4K è possibile registrare sia utilizzando tutto il sensore, sia in Super35/APS-C, per utilizzare al meglio obiettivi che non arrivano a coprire il full frame. Di nuovo l’immagine viene interpolata senza pixel binning, partendo rispettivamente da 8,6 K e 5,8K. Con entrambe le opzioni, in 4K si può sempre registrare fino a 120p con codifica 4:2:2 10 bit XAVC S-I (all-Intra) o XAVC HS (long gop). Se questi codec avanzatissimi non dovessero bastare, si può anche registrare in video RAW a 16 bit, collegando un registratore esterno via HDMI. A differenza delle “vecchie” ammiraglie A9 ed A9II, si può registrare, anche internamente, con profili colore logaritmici, ed in particolare con l’S-Log3, con cui – secondo Sony – la A1 raggiunge una gamma dinamica superiore a 15 stop. Debutta su una mirrorless anche il profilo colore S-Cinetone, creato per la mitica ed esclusiva Venice, per ottenere il massimo sugli incarnati e fornire un cinema look senza compromessi.

Una macchina che si candida ad essere una delle regine delle prossime Olimpiadi, non poteva non avere il massimo in termini di connettività. Il fotografo sportivo è sempre in competizione non solo per lo scatto migliore, ma anche per farlo arrivare prima alle agenzie. La sezione wireless prevede Bluetooth, NFC e WiFi che, grazie ad una doppia antenna MiMo, vede migliorata enormemente la velocità rispetto alla A9 II, che era già migliorata altrettanto rispetto alla A9. Non mancano ovviamente gestione dell’FTP, oltre a una Gigabit Ethernet e una USB-C avanzatissima di Gen 3.2 per i trasferimenti via cavo. Inedita e sorprendente l’integrazione con il super smartphone Sony Xperia Pro da circa 2500 dollari, in grado di connettersi al web in 5G per mandare foto e video ovunque. Si tratta del primo telefono dotato di ingresso HDMI, qualcosa di davvero avveniristico, di cui parleremo più approfonditamente in un articolo dedicato. Tornando alle connessioni, sul lato sinistro della macchina ci sono anche il multiterminale USB micro, il connettore per il flash, due jack audio per microfono e cuffie ed una HDMI full type A, con dispositivo di ritenzione del cavo.

A questo punto c’è tutto il tempo per passare in banca per accendere un mutuo, dato che passerà necessariamente ancora un po’ di tempo (si parla di marzo, marzo inoltrato; la data ufficiale di lancio sul mercato non è stata comunicata) prima di procedere all’acquisto…

www.sony.it

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X-E4, la mirrorless Fujifilm più compatta

Fra le novità di Fujifilm ecco la X-E4, la mirrorless con sensore di quarta generazione più compatta e leggera a catalogo, e i due obiettivi XF27mmF2.8 R WR XF70-300mmF4-5.6 R LM OIS WR

Da Fujifilm non solo per i per i professionisti: l’azienda giapponese ha infatti introdotto  una fotocamera mirrorless, siglata X-E4, pensata principalmente per fotoamatori e principianti. La X-E4 è caratterizzata da un peso di 364 grammi (batteria e scheda di memoria incluse) che la rende la mirrorless Fujifilm con sensore di quarta generazione più compatta e leggera nella gamma. La macchina è costruita attorno al sensore APS-C X-Trans CMOS 4 da 23,5×15,6 mm e 26,1 MP, ed al processore immagine X-Processor 4, che permettono di raggiungere valori ISO compresi fra 160-12800 (25:600 in modo esteso). La fotocamera può applicare alle immagini 18 modi di simulazione della pellicola ed è dotata di sistema AF tracking con face/eye detection e velocità di messa a fuoco che raggiunge gli 0.02″.

La sezione video permette di riprendere con risoluzione fino al 4K DCI 17:9 e frame rate fino a 30 fps oppure in hi-speed Full HD fino a 240 fps, con profondità colore 8 bit 4:2:0 su scheda oppure 10 bit 4:2:2 tramite uscita HDMI.

Per quanto riguarda le caratteristiche del corpo macchina, la X-E4 – che sarà disponibile in colorazione silver o black – è dotata di un display touch posteriore da 3″ che può esser ruotato a 180 gradi, di un mirino OLED e di due ghiere superiori per il controllo delle modalità di scatto; da segnalare poi la presenza di ricevitori Bluetooth e Wi-fi, dello slot SD/SDXC e di connettori USB-C, Micro HDMI, 3.5″ per microfono/cuffie e slitta a caldo.

Fujifilm X-E4

Insieme alla fotocamera Fujinon ha presentato poi due obiettivi per le mirrorless X Series. Il primo (montato sulla X-E4 nella foto in apertura) è un “pancake” siglato XF27mmF2.8 R WR (equivalente ad un 41 mm in 35 mm) che è il più leggero e compatto nella gamma dell’azienda: è composto da sette elementi in cinque gruppi, include motore AF e lente asferica per minimizzare le distorsioni ed è resistente a polvere ed umidità.
Il secondo è uno zoom siglato XF70-300mmF4-5.6 R LM OIS WR ed è equivalente ad un 107-457 mm in 35 mm; è realizzato da 17 lenti in 12 gruppi con una lente asferica e due elementi ED a bassa distorsione ed integra un sistema di stabilizzazione da 5.5 stop e un motore AF lineare rapido e silenzioso. Lo zoom è resistente a polvere ed umidità e compatibile con i teleconverter XF2X TC WR e XF1.4X TC WR; combinato con il primo la lunghezza focale raggiunge i 140 mm-600 mm (equivalente a 213 mm – 914 mm in 35mm).

Fujifilm XF70-300

La fotocamera mirrorless Fujifilm X-E4 sarà disponibile da marzo 2021 con prezzi di 919,99 euro per il solo corpo, 1019,99 euro per il kit con i grip accessori in metallo e la borsa in pelle e 1119,99 euro per il kit con l’ottica XF27mm. La nuova ottica fissa XF27mmF2.8 R WR in vendita singolarmente è proposta a 469,99 euro, mentre lo zoom XF70-300mmF4-5.6 R LM OIS WR sarà disponibile a 849,99 euro.

www.fujifilm.eu/it

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Nuova mirrorless medio formato da Fujifilm: ecco la GFX100S

Sensore a medio formato da 102 MP e peso di 900 grammi: questi i dati salienti della Fujifilm GFX100S, una mirrorless per chi fa sul serio che si aggiunge alla proposta ‘Large format’ dell’azienda giapponese

La Fujifim GFX100S è la nuova versione della fotocamera con sensore ‘Large Format’ (comunemente indicato in italiano come medio formato, in questo caso da 43.8×32.9 mm ovvero circa 1.7 volte il 35mm) dell’azienda giapponese. Il sensore della nuova nata ha una risoluzione di 102 MP, è retroilluminato ed è accoppiato al processore X-Processor 4 per fornire, a detta di Fujifilm, una gamma dinamica ampia con rumore e clipping ridotti e bokeh e profondità di campo unici della categoria a medio formato. La macchina raggiunge valori ISO eq. compresi fra i 100 e i 12800 (50-102400 in modo esteso) e offre 19 modalità di simulazione della pellicola che includono la nuova “Nostalgic Neg” ispirata alla fine art americana degli anni ’70.

Nonostante il sensore Large Format, la GFX100S è comunque relativamente leggera (900 grammi in assetto operativo, circa 500 grammi in meno della ‘flagship’ GFX100) e integra nel corpo macchina – in lega di magnesio – un nuovo sistema di stabilizzazione a cinque assi che permette di guadagnare fino a sei stop; un algoritmo che sfrutta giroscopio e accelerometro è inoltre presente per offrire la stabilizzazione anche in modalità video. Per la messa a fuoco la macchina sfrutta un sistema con 3.76 milioni di pixel a rilevamento di fase e funzioni face/eye detection.

Fujifilm GFX100S

Le opzioni video includono la ripresa in 4K fino a 30p 4:2:0 a 10 bit su scheda SD e la possibilità di catturare tramite HDMI l’output 4:2:2. I codec supportati sono l’H.264 e l’H.265 HEVC oppure le modalità F-Log con HLG/HDR con bitrate fino a 400 Mbps; collegando un registratore esterno come l’Atomos Ninja V è inoltre possibile registrare in Apple ProRes RAW. La macchina può registrare in formato DCI con sensore finestrato a 17:9.

Sul corpo della GFX100S sono da citare un touchscreen posteriore LCD da 3.2″ orientabile, un display LCD monocromatico di assistenza da 1.8″ e un mirino elettronico OLED, mentre tra le connessioni sono presenti – oltre al ricevitore Bluetooth e Wi-fi – un’interfaccia USB-C, un’uscita HDMI Micro, un connettore da 3,5″ per cuffie/microfono e un contatto a caldo per flash.

Fujifilm GF80mm

Inseme alla macchina l’azienda ha presentato un nuovo obiettivo: si chiama Fujinon GF80mm F1.7 R WR e si tratta di un ‘prime’ 80 mm (equivalente ad un 63 mm in formato 35 mm). L’obiettivo è composto da 12 lenti in 9 gruppi, con un elemento asferico e due ‘super ED’ a bassa dispersione, ed è dotato di motore AF con supporto per face e eye detection e di 10 guarnizioni per garantire la resistenza a polvere ed umidità.

La fotocamera Fujifilm GFX100S e l‘obiettivo Fujinon GF80mm F1.7 R WR saranno disponibili dal mese di marzo al prezzo di 6.185 euro e 2.345 euro rispettivamente.

www.fujifilm.eu/it

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Sony Alpha 1, “One”, la ‘numero 1’

Il 26 gennaio 2021 resterà nella storia recente della fotografia digitale, grazie alla presentazione di una nuova mirrorless ‘over the top’ per la fotografia e soprattutto il video, con 8K e molto altro: diamo il benvenuto alla Sony Alpha 1, “One”

Con un lancio a sorpresa, Sony ha presentato l’Alpha 1, “One”; la numero uno, insomma, una sintesi tra tutte le linee di prodotto più avanzate dell’azienda giapponese, ovvero la A7R, A9 ed A7S III. Dalla prima fotocamera la nuova mirrorless prende la risoluzione elevatissima (50MP), dalla seconda la velocità (30 fps) e l’otturatore elettronico a deformazione minima, e dalla terza le caratteristiche video da vera cinema camera. E al tutto. aggiunge qualcosa in più.

La One è la prima Alpha a supportare la registrazione video 8K, ma anche il profilo colore S-Cinetone, studiato per ottenere il massimo sugli incarnati, preso dalle macchine da presa della Cinema Line, ovvero Sony FX6 ed Sony FX9 ma soprattutto Venice. Non manca l’S-Log 3, che, con la registrazione interna 4:2:2 a 10 bit, permette di ottenere file con una gamma dinamica superiore ai 15 stop.

Anche in 4K le caratteristiche sono al top, con la capacità di registrare fino a 120 fps, e di sfruttare in modalità APS-C/Super35 a partire da una risoluzione di 5,8K. Il fuoco automatico è basato sull’evoluzione più avanzata dell’AF Real Time di Sony, che riconosce persone e animali, e la stabilizzazione da 5,5 stop è garantita dal sensore con pixel-shift.

La macchina sarà disponibile in Europa a partire da marzo, a circa 7300 euro.

Insomma una vera e propria bomba, su cui speriamo di poter mettere le mani prima possibile per un test approfondito. Maggiori dettagli nelle prossime ore!

www.sony,it

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Sony lancia Airpeak

Televisori, DVD & BD player, diffusori, cuffie, sistemi home theater, smartphone, console videogames, obiettivi, fotocamere, videocamere, display, macchine da presa ed attrezzature professionali per televisione e cinema… Cosa manca nella produzione Sony? Il drone. Eccolo: si chiama Airpeak

Non c’è da scoprire l’acqua calda per affermare che il boom dei droni degli ultimi anni sia oggi una realtà tecnica, pratica e consenta anche un, diciamo così, linguaggio cinematografico aggiuntivo.

Il mercato ospita un numero relativamente ridotto di costruttori di droni, con modelli che permettono di ‘far volare’ di fatto fotocamere e videocamere di ogni tipo, dalle compatte alle macchina da presa cinematografiche, oltre a qualche modello (generalmente entry level) in cui la macchina è di fatto integrata nella struttura del velivolo. Naturalmente, maggiore è il peso dell’attrezzatura di ripresa, più potente, costoso e impegnativo da mettere a punto e da guidare dovrà essere il drone.

Sony Airpeak

Ora, a sorpresa, la giapponese Sony (impegnata da sempre su infiniti fronti dell’elettronica di consumo e professionale, ed anche in altri settori, come dimostra il recente impegno per l’automobile-concept Vision-S) presenta il suo drone, Airpeak, studiato per accogliere nel miglior modo una fotocamera mirrorless full frame della serie Alpha 7 (dunque un prodotto, nelle varie versioni, perfetto per l’uso professionale, sia per la fotografia che per la ripresa video).

Per il momento, non sono stati rilasciati dettagli tecnici. Possiamo solo aggiungere che – dalle riprese mostrate da Sony – il drone sembra ben realizzato e performante, oltre che riportare quanto dichiarato dall’azienda giapponese al proposito del nuovo nato, ovvero che ‘(…) Airpeak consente riprese dinamiche associate a precisione e stabilità in volo, per ispirare la creatività dei videomaker esplorando nuove possibilità espressive. Attraverso questa iniziativa, Sony ambisce a contribuire all’evoluzione dei droni e a generare valore ai livelli più elevati di questo mercato in grande crescita’.

https://www.sony.net/SonyInfo/airpeak/

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Laowa 10mm f/2 Zero-D MFT, ultrawide e non solo

Per le fotocamere Micro Quattro Terzi, il produttore cinese Venus Optics lancia un  originale, obiettivo, l’ultra wide compatto 10mm f/2 Zero-Distortion MFT

Come abbiamo ribadito più volte negli ultimi tempi, Laowa è un costruttore in qualche modo specializzato nella realizzazione di modelli originali, per non  dire unici, adatti ai diversi formati footgrafici e videocinematografici.

L’ultimo nato, questa volta, è studiato per le fotocamere MTF, ed appartiene alla nota serie Zero-Distortion. Ricordiamo che questa definizione viene data dall’azienda a tutti i modelli capaci di ridurre la distorsione virtualmente a zero, da un angolo all’altro dell’inquadratura. In questo 10 mm, per ottenere il risultato, viene utilizzato un design ottico che si basa su 11 elementi in 7 gruppi, e comprende 2 elementi asferici e 3 elementi per la riduzione della dispersione.

Ciò premesso, da segnalare quella che forse è la caratteristica principale dell’obiettivo, ovvero la sua ‘ampiezza di vedute’, per così dire, garantita da un angolo di campo di ben 96°, accoppiata ad una luminosità notevole (f/2); in altre parole, un obiettivo versatile, sia per la fotografia di interni (anche in condizioni di scarsa illuminazione), che per panorami e simili.

Altrettanto interessante l’aspetto ‘dimensioni e peso’: il nuovo nato è più compatto sia del 9mm f/2.8 Zero-D che del 7.5mm f/2, e pesa solo 125g, a vantaggio di qualsiasi utilizzazione ed in particolare nell’uso video con gimbal o a mano libera, o magari nelle riprese aeree con i droni.

Ancora, da segnalare che il nuovo nato è equipaggiato con  CPU e di motore, per il controllo automatico del diaframma tramite il corpo macchina e permette la registrazione di tutti i metadati nell’EXIF. Come tradizione per Laowa, la messa a fuoco rimane manuale; è possibile in ogni caso ottenere un aiuto per la maf con un ingrandimento, semplicemente ruotando l’anello del fuoco.

Per finire, da segnalare il nuovo 10mm f/2 Zero-D MFT offre una distanza di messa a fuoco estremamente ravvicinata (appena 12cm) e che dispone di struttura a 5 lamelle, che permette di creare un suggestivo effetto di stelle a 10 punte sulle luci puntiformi.

Laowa

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Nikon supervaluta il tuo usato: ultima chiamata!

C’è tempo fino al 10 gennaio del 2021 per ottenere una supervalutazione (minima garantita di 200 euro) per l’acquisto della nuova Nikon Z 6II o Nikon Z 7II: a buon intenditor…

Interessati ad una Nikon Z 6II (in prova su Tutto Digitale n°141 attualmente in edicola) oppure ad una Z 7II? Siete nel periodo giusto! Basta approfittare della speciale promozione di Nital (storico distributore ufficiale italiano del marchio) acquistando infatti uno dei due modelli ‘ufficiali’ dell’azienda torinese sarà possibile accedere alla promozione speciale del momento, in base alla quale sarà possibile ottenere uno sconto in cassa di 200 euro sull’acquisto, come super valutazione dell’usato (ogni fotocamera digitale usata, reflex o mirrorless) consegnato e ceduto al rivenditore con apposito documento di cessione.

E non è tutto qui. Il rivenditore – in totale autonomia e suo insindacabile giudizio – potrà infatti incrementare il valore dello sconto qualora ritenga il valore dell’usato ceduto superiore ai 200 euro.

Attenzione, però: L’operazione è valida solo per gli acquisti di una Nikon Z 6II o Nikon Z 7II ufficialmente distribuita in Italia da Nital, presso i punti vendita aderenti all’iniziativa, ed è condizionata alla disponibilità di inizio commercializzazione del prodotto.

Regolamento completo a questo link

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