Mostra fotografica

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I protagonisti della fotografia contemporanea raccontano Roma

“Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la Collezione Roma” è il titolo della mostra in 130 immagini ospitata al Mattatoio dal 23 febbraio al 16 maggio

“Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la Collezione Roma”: è questo il titolo della mostra, curata da Francesco Zizola e promossa da Roma Culture, ospitata dal 23 febbraio al 16 maggio presso il padiglione 9A del Mattatoio di Roma.
Un evento che raccoglie le immagini di grandi protagonisti della fotografia contemporanea che raccontano la Capitale attraverso il loro sguardo: in tutto circa 130 immagini, opera di Nadav Kander, Martin Kollar, Alex Majoli, Sarah Moon (presente anche con un video) e Tommaso Protti.
Diverso per ciascuno, ovviamente, in base alla propria sensibilità artistica, l’approccio al tema: se gli scatti di Majoli rinnovano il linguaggio di documentazione del reale, quelli di Sarah Moon invece guardano al ruolo della memoria e del ricordo nel suo rapporto con la materia che la città di Roma offre. Nadav Kander esplora invece con i suoi scatti il volto della Roma antica e secolare, mentre Tommaso Protti analizza il presente duro e ruvido delle periferie.
Un discorso a parte per il lavoro di Kollar, che ha scelto di lavorare sull’antica collocazione di Roma al centro del mondo, camminando per 42 giorni da Bratislava alla Città eterna su quelle strade che un tempo erano le arterie principali dell’Impero romano.

culture.roma.it

Immagine sotto al titolo
Autore: Nadav Kander
Progetto: Enduring Generations
Titolo immagine: Enduring Generations VII, (498 BC – 07 December 2019), Forum Romanum, Rome.

L’immagine rappresenta uno scorcio del Foro Romano. Kander con il suo lavoro ha voluto focalizzarsi sul tema del passaggio del tempo e dell’eredità della Roma storica come organismo vivente attraverso i secoli.

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Hitchcock & Universal Pictures: il maestro del brivido in mostra a Monza

Oltre 70 fotografie, 14 film e vari contenuti speciali per immergersi nei backstage dei principali cult del mago della suspense: in calendario a fino al 28 marzo

Hitch is back. Riapre il 22 febbraio all’Arengario di Monza – e sarà di scena fino al 28 marzo – l’evento “Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures”, definita come “la mostra che indaga la figura del regista del brivido”.

La rassegna, curata da Gianni Canova, racconta la parabola artistica del Maestro britannico – scomparso nel 1980 – attraverso 70 fotografie, vari film e contenuti speciali provenienti dagli archivi della major americana.

Un menu che condurrà il pubblico nel backstage dei principali cult del prolifico autore – 54 film nell’arco di 56 anni – facendo scoprire particolari curiosi sulla realizzazione delle scene più celebri, sull’impiego dei primi effetti speciali, sugli attori e sulla vita privata del regista, ritenuto uno dei principali e più influenti innovatori della storia del cinema per il suo ingegno, le trame avvincenti, la gestione delle camere da presa, l’originale stile di montaggio, l’abilità nel tener viva la tensione in ogni singolo fotogramma.

Alfred Hitchcock, Uccelli, 1963 © Universal Pictures

Qui sopra, Alfred Hitchcock, Uccelli, 1963 © Universal Pictures

Un percorso scandito dai tanti cult movies prodotti da Universal (Psyco, La finestra sul cortile, Gli uccelli, La donna che visse due volte, Marnie e altri ancora) e materiale fotografico di altri celebri film come Sabotatori (1942), L’ombra del dubbio (1943), Nodo alla gola (1948), La congiura degli innocenti (1955), L’uomo che sapeva troppo (1956), Marnie (1964), Il sipario strappato (1966), Topaz (1969),  Frenzy (1972) e Complotto di famiglia (1976).

“Hitchcock – afferma Gianni Canova – è stato uno dei più grandi creatori di forme di tutto il Novecento. I suoi film, per quante volte li si riveda, sono ogni volta una sorpresa. Ogni volta aprono nuove prospettive attraverso cui osservare il mondo e guardare la vita”.

Per saperne di più sulla mostra

Immagine sotto al titolo, Alfred Hitchcock, La finestra sul cortile, 1954  © Universal Pictures

Alfred Hitchcock, L’uomo che sapeva troppo, 1956 © Universal Pictures

Alfred Hitchcock, L’uomo che sapeva troppo, 1956 © Universal Pictures

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